di anonima, partecipante workshop 2016

Vorrei lasciarvi con una storia, una storia un pò stravagante ricca di speranza ma credo non serva nè servirà perchè già voi me l’avete donata.

Vi possono donare allora la mia fragilità, la mia debolezza di donna che quella bambina della storia mi ha costretto a svelare, che tutti i vostri sguardi l’hanno fatta emergere. Quella fragilità di cui mi vergogno, inutile per una donna o forse meglio ridicola ragazza il cui sogno è divenire magistrato, quella debolezza che voglio nascondere in ogni modo e quelle lacrime che rimangono dentro … eccole tutte per voi.

Credevo in tante cose, pensavo troppe cose, ritenevo che una benda nera dovesse coprire gli occhi della giustizia ma in realtà ella per conoscere davvere deve controriflettersi negli occhi dell’altro. Togliere la benda e scoprire lo sguardo, niente più impalcature nè corazze nè cavalli ma nudi nella nostra umiltà camminare e andare avanti ogni giorno di più, tenendo la mano alla speranza perchè anche lei qualche volta va accompagnata.

In questi tre giorni ho visto tante cose, tante facce e ho visto un PM piangere e mostrare la sua bellezza in quegli occhi lucidi.

Ora uniamole insieme, la mia la vostra e la sua fragilità, e ripartiamo da qui.

Vi mando un abbraccio. Ti abbraccio.

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