di anonimo, partecipante workshop 2015

(nota: da qualche anno chiediamo ai partecipanti di scrivere, prima del workshop, una “lettera del torto subito” e di portasela con loro)

Caro gesù,

credo che io e la mia famiglia siamo state vittime di un torto. Questa lettera deve essere indirizzata a chi ha fatto questo torto a noi ma io non credo di poter attribuire la colpa a qualcuno. L’unico a cui mi posso rivolgere sei tu.

Un anno e mezzo fa mio fratello stava guidando verso casa, tornando da un’attività con il reparto ed è successa una cosa che ha sconvolto e ha certamente diviso la famiglia perchè ognuno aveva a suo modo il dolore!

Un signore in bicicletta è uscito da un senso unico contromano ed è finito sul cofano di mio fratello. Questo signore (sopra i sessanta e nonno di un capo scout di un altro gruppo della zona) è stato portato d’urgenza in ospedale e dopo un’ora è deceduto.

Quello che mi chiedo io è perchè questa cosa doveva capitare proprio a me/a noi/alla mia famiglia? NON è GIUSTO… ritiro della patente per un anno dopo tanti processi e 50 per cento della colpa dopi un ricorso richiesto da parte della famiglia dell’interessato. Perchè accanirsi così su un ventiquattrenne? Perchè fare ricorso per avere ulteriori soldi? Perchè la famiglia di quest’uomo non ha risposto alla lettera che abbiamo inviato dopo il suo funerale? Perchè togliere il saluto se per caso ci si incontra per strada?

Mio fratello non l’ha fatto apposta, andava entro i limiti di velocità, è capitato… vorrei che la famiglia di quest’uomo sapesse che noi non viviamo con leggerezza questa cosa, lo ha segnato, e ci segna ancora dopo due anni.

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